Slow cooker, mijoteuse electrique, crockpot
Scritto da Auramaga | maggio 15, 2012
In Italia prende il nome di Slow Cooker (ovviamente un nome inglese, figuriamoci), in Francia Mijoteuse Electrique e nei paesi anglosassoni Crockpot (in Canada é un utensile che spopola): chiamatela come volete ma rimane il miglior acquisto che abbia fatto lo scorso anno. Dal primo utilizzo l’ho adottata a vita: le ho dato un nome, le pettino i capelli, le dó il bacio della buona notte e la saluto con un abbraccio quando vado a lavorare. E lei mi ringrazia con dei manicaretti da favola.
Si tratta di una pentola elettrica per cottura lenta.
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34 visiteParigi di carta
Scritto da Auramaga | maggio 4, 2012
Un’idea davvero divertente quella avuta da Joel: una Parigi di carta da ritagliare ed utilizzare per farne un mini diorama.
Le immagini sono carine e riprendono gli sterotipi francesi: la Torre Eiffel, Notre Dame, l’Arco di Trionfo, la due cavalli ecc.
In effetti, tutto il sito é zeppo di originali modellini di carta da costruire, idee, spunti, consigli (suddivisi in categorie) ed é perfetto per adulti e bambini.
Allora, non esitate a scaricare le immagini, ritagliarle ed usarle per le vostre scenette.
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71 visiteIl parco naturale regionale del Vercors
Scritto da Auramaga | aprile 30, 2012
Il problema delle vacanze é sempre lo stesso: durano troppo poco.
Nel momento in cui si comincia ad entrare nel vivo, a riconoscere come familiari gli aromi e i luoghi, ecco che é ora di ripartire.
Vestiti, oggetti personali, ricordi, amicizie e un pizzico di nostalgia si riammassano nella valigia e si ritorna, stanchi
(la bonne fatigue)
ma ricaricati.
Ma veniamo a qualche dettaglio che puó interessare chi é in cerca di una pausa rilassante. Continua la lettura »
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116 visiteSe siete donne e vi si guasta la macchina a Parigi
Scritto da Auramaga | aprile 12, 2012
Ma chi l’ha detto che i francesi sono altezzosi?
Domenica pomeriggio decido di fare il controllo bimestrale di Odissea, la mia macchina. Detesto sporcarmi le mani di olio, liquido di raffreddamento e quell’perenne nero irremovibile che si trova ovunque, ma detesto ancora di piú trovarmi in panne sul boulevard periferique e dunque faccio di necessitá virtú.
Dunque mi ritrovo sotto casa mia, di fronte al cofano aperto trappolando con i tappi quando un signore dietro di me mi interpella: “Cosa le succede, va tutto bene?”
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171 visiteFrittura di pesce al cioccolato, please!
Scritto da Auramaga | aprile 6, 2012
Eccola che arriva ancora una volta, la Pasqua. In Italia c’é la colomba, la torta pasqualina, l’uovo di cioccolato con sorpresa dentro e l’immancabile ecatombe di agnelli.
In Francia no. Niente colomba, niente torta pasqualina, niente agnelli (non piú del solito); in Francia c’é l’ecatombe di cioccolato.
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148 visiteCiao Tonino
Scritto da Auramaga | aprile 1, 2012
Tonino Guerra ci ha lasciati ma resterà sempre nei cuori di noi romagnoli e di tantissimi italiani.
L’unica cosa che si può aggiungere è solo il silenzio.
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63 visiteL’uovo spray: la rivoluzione in cucina
Scritto da Auramaga | marzo 23, 2012

Amici, amici, amici, non so come potreste fare senza di me. Giá perché, prendete appunti, sto per segnalarvi la rivoluzione industriale, la svolta culinaria, l’innovazione dei sensi, lo sconvolgimento gastronomico: Eggy, l’uovo spray.
Stavo leggendo una rivista quando mi é balzato agli occhi in tutta la sua onnipotenza.
Ma vi rendete conto? Mai piú sporcarsi le mani con chiare e tuorli, mai piú spossatezza per rompere i gusci, mai piú ore passate a controllare la data di deposizione delle uova.
Aprite il frigorifero, tirate fuori una bomboletta, schiacciate il pulsante magico ed ecco che una itterica mousse d’uovo prende forma, per la gioia di grandi e piccini.
Cito la frase promozionale:
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303 visiteUn libro: No, je ne suis pas Catherine Deneuve!
Scritto da Auramaga | marzo 12, 2012
Oggi voglio parlarvi di un libro: No, je ne suis pas Catherine Deneuve!
L’autrice é un’amica, una ricercatrice, una scrittrice, una donna poliedrica e simpaticissima: La Donna del Monte aka Tiziana Ercole.
Con il suo umorismo, l’ironia, il sottile sarcasmo ed un’ottima dose di spirito d’osservazione, Tiziana riesce, pagina dopo pagina, a mettere in risalto tutti quei dettagli che popolano la vita di noi italiani espatriati in Francia. Il suo tono scanzonato e sornione, a volte avvilito, spesso sbalordito trasporta il lettore nella dimensione dell’incredibile ma vero.
Lo consiglio a chiunque voglia passare un momento piacevole e spensierato, facendosi qualche genuina risata in onore delle piccole grandi differenze culturali franco-italiane.
Cliccate qui e troverete un’anteprima del libro.
E concludo annunciando che martedi 20 Marzo, Tiziana sará alla storica libreria italiana La Torre di Babele per fare la presentazione del suo libro.
La Tour de Babel
10, rue du Roi-de-Sicile
75004 Paris.
Tél. 01 42 77 32 40
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252 visitePer ieri: la festa della donna
Scritto da Auramaga | marzo 9, 2012
Ormai è talmente tanto inflazionata che invece di ricordare di onorare e rispettare i diritti della donna e la lunga strada ancora in salita da percorrere a riguardo, è diventata una corsa al regalo, ai pettegolezzi di quartiere, alle battute fuori luogo. Per questo non amo festeggiarla, ma oggi sono stata colpita da un testo e voglio lasciarvelo qui.
Sul sito di Asile Day (dove ho potuto ascoltarlo e che mi ha ispirata a copiarlo qui), c’è lo stesso testo letto da Jack Folla.
Donne in Rinascita
“Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa
meravigliosa in assoluto è
una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci
crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da
mina anti-uomo che ti fa
la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che
ti stai giocando
l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è
un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come
il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di
dormirci, con un uomo; che sei
terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non
flirti con nessuno perché
hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole
cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli
con le altre: “Io sto bene
così. Sto bene così, sto meglio così”.
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai
abitato Natali e Pasqua.
In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è
passato tanto tempo, e ne hai
buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci
a cercarti dentro
lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un
momento che hai guardato
giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia,
nel tuo lavoro, nella tua
solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro,
sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato
per ore, perché l’aria
buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate,
ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei
metri che dia un senso al tuo dolore.
“Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso
schema? Sono forse pazza?”
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,
a due, a quattro mani, e
saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti
così, scomposta in mille
coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un
istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova
forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di
presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la
prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore
delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo
meraviglioso modo di
gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o
con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il
cantiere è aperto, stiamo
lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è
la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l’aspetti…”
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102 visiteRTT
Scritto da Auramaga | marzo 1, 2012
Anche questa è fatta, passato il 29 Febbraio non si teme più nulla.
In realtà io sono contentissima di questo bisestile perché per me significa un giorno di RTT di più.
L’acronimo RTT sta per Réduction du Temps de Travail (Riduzione del tempo lavorativo) e si traduce con giornate di ferie. Quelle bellissime giornate in cui vi fate i cavoli vostri e staccate un po’ la spina professionale.
Alla base c’é la famosa legge delle trentacinque ore che stabilisce che chiunque lavori di piú debba essere retribuito. L’RTT rappresenta, dunque, una forma di compensazione.
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