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Gaffes!
Scritto da Auramaga | giugno 8, 2012
Ho un Nuovo Ufficio. Stesso palazzo, stesso piano ma zona vitale diversa. Fin qui niente di strabiliante. Il fatto è che, di solito, quando traslochiamo io e i miei scagnozzi d’avventure professionali siamo sempre relegati nei posti più imboscati: scantinati con finestre oscurate per motivi di sicurezza, angoli d’azienda dimenticati, sottoscala bui e abitati da creature inquietanti. Abbiamo bisogno di molto spazio per sistemare i nostri moltissimi computer di test e quindi siamo coloro che danno più grattacapi logistici.
Però vi lascio immaginare la mia faccia strabiliata quando ho visto il Nuovo Ufficio: spazioso, pieno di armadi, moderno, pulito, una vetrata infinita con vista sulla Senna e una marea di prese di ogni tipo: elettriche, internet, telefoni. Un ufficio vero.
Ci ho messo un battito d’ali a trasferirmici e ancora meno a sentirmi come a casa.
Lasciatemelo dire: un ufficio così vale più di una promozione.
Finita la digressione estatica, passo al paragrafo con la gaffe.
Me ne stavo seduta alla mia nuova scrivania mentre osservavo con gioia il mio enorme e fedele banano. Ormai è parte integrante del gruppo e passa le sue giornate ad osservare i flutti languidi della Senna.
Sono mesi che mi ripeto di comprargli un sottovaso più grande per evitare le costanti innondazioni nel momento dell’innaffiatura. E così, pensando a voce alta ho detto: “Il va falloir que j’achète un sous pot.” (bisogna che io compri un sottovaso).
Ma, aimé, l’ho pronunciato: “Il va falloir que j’achète un supo.” (bisogna che io compri una supposta).
Soffocata dalla massa di sguardi puntati su di me in delirante bisogno di spiegazione capisco di aver fatto una gaffe e in un mircosecondo ne realizzo le dimensioni.
Fortuna che ci sono abituati, non ho nemmeno avuto bisogno di arrossire.
Categorie: Riflessioni | 5 Comments »





giugno 11th, 2012 at 8:13 pm
E’ il vantaggio di essere stranieri! Ion le prime volte, dal gelataio, dicevo ‘mi dia due cones ma pronunciavo ‘cons’…
giugno 12th, 2012 at 9:08 am
AHAHA!! Magnifico.
giugno 19th, 2012 at 11:31 am
un classico da queste parti e’ (inglese parlato) “i need it for the lunch” invece di “launch”, la pronuncia italiana non aiuta…
giugno 19th, 2012 at 2:36 pm
Io di gaffes come questa ne faccio in continuazione. Il vero problema è che spesso nemmeno me ne rendo conto…Finchè non ridono o mi guardano scandalizzati. =.=’
giugno 19th, 2012 at 8:38 pm
Asile Day: fortissimo!
Cappuccino: io pure. Nonostante tutto, spesso mi accorgo delle facce buffe della gente ma ci metto un tot a realizzare quello che ho detto.